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Levisticum officinale: dal vivaio al piatto

L’altro giorno ci telefona una signora alla ricerca disperata di un’erba aromatica quasi mitologica.

"La mangiai in Francia, tagliata fine fine in un’insalata di lattuga; da allora la cerco dappertutto, ma nessuno sembra conoscerla".

Cerchiamo di aiutarla...

"Si ricorda il nome?"
"Maguy oppure Magy, la chiamano così..."
"Con la Y finale?"
"Oh no, MAGHI come i maghi appunto oppure MAGI scritto: Monza - Ancona - Gorizia - Imola".

Il caso è troppo strano per non incuriosirci e dopo lunghi minuti di ricerca congiunta su internet, arriviamo alla soluzione: in Svizzera "Maggikraut" è uno dei nomi popolari del Levisticum officinale o sedano di monte, da quando il pioniere dell’industria alimentare di origine italiana Julius Maggi creò una salsa il cui aroma era molto simile a quello della pianta in questione. Ecco perché il Levistico per noi è diventato, se non ancora "l’erba di Maggio", almeno "l’erba di Maggi". Ha un sapore simile al sedano ma con un profumo molto più intenso, più pungente che lo rende molto gradevole. Il levistico è usato inoltre come sostituto di una spezia indiana, l'Ajowan. 

E, sì: tagliata fine fine in insalata, funziona!

Ma non solo...

  • Le foglie fresche si usano in risotti e brodi, su carni, stufati, pollo e addirittura baccalà
  • Il seme maturo si usa invece nei liquori, nelle insalate, nelle schiacciate

Il Levistico era abbondantemente usato nella cucina dell'antica Roma. È infatti presente in molte delle ricette di Apicio, ad esempio nel "De re coquinaria".

Nel medioevo i monaci benedettini lo diffusero negli orti e nelle corti, soprattutto del nord Europa dove oggi è ancora molto usato. 

Ricette con il levistico:

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