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Verbena bonariensis: la pianta preferita dalle aiuole milanesi

Nelle aiuole di Milano, da quando c’è una gestione del verde un pochino più lungimirante, quest’estate le verbene sono spuntate come funghi. Peccato che sui terrazzi e nei giardini se ne vedano sempre troppo poche.

Verbena bonariensis: 5 motivi per sceglierla

  1. La Verbena bonariensis in primavera sta appena iniziando a vegetare ma in autunno è ancora fiorita
  2. Alta 70/80 cm per qualche oscuro motivo inquieta i più. Fatto sta che terrazzi, giardini e soprattutto giardinieri si perdono il piacere di avere intorno una pianta che per lunghissimo tempo produce piccoli e deliziosi capolini di fiori violetti, leggeri e aerei come nessun girasole, dalia o zinnia sa essere
  3. Sta bene con le graminacee può anche spuntare dietro a un arbusto (il vantaggio di essere alti e sottili…) piuttosto tristanzuolo dopo la fioritura primaverile. E l’elenco è lunghetto: forsythia, azalea, spiraea e chi più ne ha più ne metta. Oppure può stare semplicemente in vaso
  4. È rustica quel che basta per reggere bene nei nostri climi (ma non in montagna) anche se le sue origini sudamericane (bonariensis nel senso di Buenos Aires) farebbero pensare il contrario
  5. Poca acqua e molto sole, anche il vento è ben tollerato, morale: manutenzione zero, a meno di non voler tagliare il fiore appassito per stimolare la rifiorenza. Ma anche no. 

Per la verità, come succede con tutte le piante vagabonde, la Verbena bonariensis ve la ritroverete negli angoli più vari del terrazzo o del giardino e probabilmente vi sembrerà sempre il posto giusto. Ha il dono di auto - disseminarsi con una certa facilità, infatti. 

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