Carcere di Bollate: non solo detenzione

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Del carcere di Bollate si sente spesso parlare come se fosse un alieno nel panorama delle galere italiane. In un certo senso lo è, un alieno, ma potrebbe anche non esserlo.

Il progetto Bollate

La Seconda Casa di Reclusione di Milano-Bollate è stata inaugurata inaugurata nel dicembre del 2000 come Istituto a custodia attenuata per detenuti comuni. L'obiettivo istituzionale è quello di offrire all'utenza detenuta una serie di opportunità lavorative, formative e socio - riabilitative in modo da abbattere il rischio di recidiva, favorendo il graduale, ma anche definitivo reinserimento del condannato nel contesto sociale.

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I detenuti che lo desiderino e che non siano appartenenti ai circuiti di alta sicurezza, chiedono di scontare la propria pena all'interno del carcere di Bollate. Si crea cosi, fin dall'inizio, un rapporto tra istituzione e utenza più negoziale, meno coercitivo.

Vita in carcere

La vita quotidiana all'interno è improntata all'autodeterminazione della propria giornata da parte dei reclusi, quindi il rapporto con la custodia non è basato su un controllo "ad personam" ma sulla regolamentazione di movimenti, che avvengono in libertà all'interno della cerchia muraria. 

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L'istituto di Bollate ha fatto dell’interazione con l’esterno uno dei cardini della propria politica gestionale, poiché il progetto di recupero dell’utenza non può realizzarsi senza il contributo delle istituzioni esterne, pubbliche o private, e delle imprese che operano sul territorio.

Recidiva e etica del lavoro

Far capire ai cittadini che all'interno del muro di cinta si lavora per abbattere il rischio di recidiva, più che per migliorare "tout - court" la qualità della vita dei detenuti, è molto importante. Il carcere, per antonomasia un luogo chiuso, si apre all'esterno con la stessa dignità di altre istituzioni territoriali, perdendo quei caratteri di auto referenzialità tipici dell’istituzione totale. Chiunque ne abbia bisogno, a qualunque titolo, può conoscere i meccanismi di funzionamento della struttura.

Venite a Bollate

Qualsiasi cittadino che abbia interesse a conoscere il carcere può farlo e l'istituzione penitenziaria perde i connotati di luogo inaccessibile e terrorizzante, diventando un luogo di pena con propri obiettivi istituzionali, accessibile e trasparente. Diventa insomma quel "palazzo di vetro" tanto auspicato dai teorici dell’esecuzione penale detentiva.

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