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Dicono di Noi

 

Tratto da: "Corriere della Sera" pag.15, 14 Marzo, 2008.

Il suo progetto solidale
A «Cascina Bollate» si fanno acquisti speciali

Un orto di diecimila metri quadrati e due serre: il progetto della Cooperativa Cascina Bollate, curato da Susanna Magistretti e dalla vivaista Anna Peyron, ha portato le colture biologiche dentro al carcere di Bollate. «Così insegniamo un lavoro ai detenuti e affidiamo loro un compito importante: piantare un seme e raccoglierne i frutti regala progettualità. Grazie al loro aiuto stiamo realizzando un mercatino biologico che dal primo di aprile sarà aperto a tutti». Nasturzi, fiordalisi, papaveri, rose antiche, piante erbacee perenni e oltre dieci tipi diversi di lavanda: da aprile, tutti i lunedì e mercoledì pomeriggio (dalle 14.30 alle 18), in uno spaccio fuori dal carcere, saranno vendute le coltivazioni. «I prezzi saranno quelli commerciali, ma i clienti avranno la possibilità di vedere con i loro occhi dove crescono piante e fiori. Inoltre, chi lo vorrà, potrà recidere direttamente dagli arbusti i fiori, per confezionare bouquet», dice la Magistretti. Il sito della cooperativa, ancora in costruzione, è www.cascinabollate.org e sarà attivo da aprile. Per maggiori informazioni telefonare al 338.53.15.101 o inviare una mail a .

 

Di stagione Fiori, globalizzazione dei gusti, luoghi comuni: consigli e «ramanzine» di Susanna Magistretti, giardiniera fuori dagli schemi
Milano sboccia

Guanti, cesoie, rastrello e una buona vanga. Susanna Magistretti, figlia dell' architetto Vico, 56 anni, ex copywriter, da 15 anni insegna a prendersi cura dei giardini secondo la sua filosofia botanica. «Piante e fiori vogliono essere lasciati un po' in pace, il segreto è la semplicità», dice la giardiniera milanese, erre blesa e molto senso pratico, che ora ha trasferito i suoi laboratori a Cascina Bollate, dove con la vivaista Anna Peyron insegna giardinaggio ai detenuti e prosegue i suoi corsi tradizionali. Oltre a quelli base («per sapere come si pianta un bulbo»), anche una serie di incontri monotematici, specialistici e stagionali. (www.attraversoilgiardino.it). Chi sono gli allievi dei suoi corsi? «Donne soprattutto, quelle che io chiamo "con figli alle elementari", le 35-40 enni. Gli uomini sono pochi, e quelli che vengono sono ossessionati dalla potatura, soprattutto degli alberi da frutto». Qual è l' errore più comune? «Lo zelo eccessivo, la maniacalità. A ottobre terrò un corso dal titolo "Il giardiniere pigro", per divulgare questa mia filosofia. Ai miei allievi dico di buttare via diserbanti e insetticidi. E con le forbici, di tagliarci le unghie». I fiori che predilige? «Sono contro la globalizzazione del gusto imposta dai grandi vivai. Mi piace l' ortensia, ha un buon carattere e si accontenta di poco. Poi la margheritina dei muri, con la sua fioritura minuscola opposta a quelle esplosioni pacchiane che si vedono in giro. Ci vorrebbe meno esibizionismo dell' occhio». Lei cosa regala? «Fiori di campo. La "verga d' oro", quella specie di pannocchia con grani colorati che cresce ai bordi delle strade, è un regalo povero ma di gran gusto». Il fiore che non vorrebbe ricevere? «Le piante di moda: quelle acquatiche, per esempio. Perfette, ma solo se si possiede uno stagno!» Milano è una città curata nel verde? «Non c' è una cultura a proposito, ma è un problema italiano. Siamo eccellenti coltivatori che travasano i precetti dell' orto in giardino. Diciamo che a Milano non faccio memorabili passeggiate da flaneur». Lo spazio verde cittadino che preferisce? «Boscoincittà e Parco Sempione». I paesi che fanno scuola? «L' Inghilterra, e la Finlandia: lì ho visto bellissime creazioni di verzura e aiuole con zucchine e girasoli». Ora i fiori si usano anche in cucina. «I fiori eduli mi incuriosiscono. Ma mi limito ai semi freschi di nasturzi, che uso al posto dei capperi». Il guerrilla gardening può far bene al verde? «In Francia è già un' usanza consolidata. Gli spazi dismessi vengono curati dai cittadini, magari accadesse più spesso anche da noi!» Il geranio nei balconi lo promuove? «Preferisco le achillee e le graminacee: ma per apprezzarle è necessario sottrarsi alla dittatura della fioritura. Anche le rose botaniche sono affascinanti per portamento e per semplicità di colori. Inoltre sono sanissime, non si ammalano mai». Lei invece cosa coltiva nella sua terrazza? «Rose antiche, giunchi e l' albero delle farfalle».

Proietti Michela

 


 

Nel numero di maggio 2008 di Gardenia...

 

 

 

 

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